Quando il gioco diventa un rifugio

a cura di Serena Barbieri e Alessandro Torelli

Dipendenza, valore e insicurezza economica nella terza e quarta età

Nella terza e quarta età il gioco d’azzardo assume spesso forme diverse da quelle comunemente immaginate. Quando si parla di gioco d’azzardo si pensa facilmente a casinò, gioco di carte o scommesse strutturate. Nella vita quotidiana della terza età, invece, il problema riguarda più spesso forme di gioco estremamente disponibili e accessibili: slot machine nei bar sotto casa, videolottery, gratta e vinci e giochi a premio. Questi dispositivi sono sempre presenti, facili da usare, non richiedono competenze e permettono di giocare in totale autonomia. Non è sempre ricerca di rischio o di eccitazione. Più spesso è una risposta a stati di insicurezza profonda, a un senso di precarietà economica ed esistenziale e alla perdita della possibilità di produrre valore e reddito in modo autonomo. In questo contesto, il gioco può diventare un rifugio emotivo prima ancora che un comportamento problematico.

Insicurezza economica e perdita di valore

Con l’avanzare dell’età, molte persone si confrontano con un cambiamento radicale nel rapporto con il denaro. La riduzione del reddito, l’assenza di prospettive di crescita economica e la sensazione di non poter più ‘risalire’ in caso di difficoltà possono generare stati intensi di ansia e angoscia. Il denaro non rappresenta solo sicurezza materiale, ma anche autonomia, dignità e valore personale. Quando questi aspetti vengono meno, il senso di vulnerabilità può diventare difficile da tollerare. Il gioco d’azzardo si fonda su un meccanismo di rinforzo intermittente. La vincita non è costante né prevedibile. Arriva a volte, in modo irregolare, ed è proprio questa imprevedibilità a renderla così potente. Una vincita occasionale può produrre un senso temporaneo di sollievo, potenza e possibilità. Per un breve momento, l’angoscia si placa, le preoccupazioni economiche sembrano sospese e si riaccende la fantasia di una via d’uscita.

Illusione, fantasia e circuito vizioso

Queste esperienze rinforzano fantasie di riscatto e di controllo. Il gioco diventa il luogo in cui immaginare un futuro diverso, più sicuro, più libero e più degno. Tuttavia, proprio la natura intermittente del rinforzo alimenta un circuito vizioso. Alla breve fase di sollievo segue spesso una caduta emotiva: frustrazione, vergogna e senso di fallimento. Il bisogno di recuperare quella sensazione di sollievo spinge a ripetere il comportamento. Nel tempo, il gioco può assumere una funzione dissociativa. Permette di allontanarsi temporaneamente da emozioni dolorose, da pensieri legati alla perdita, alla paura e all’impotenza. Parallelamente, aumentano il ritiro e l’isolamento. La vergogna legata al gioco, il timore del giudizio dei familiari e i conflitti e le preoccupazioni altrui possono portare a una progressiva perdita di connessione con gli altri.

Uscire dal rifugio del gioco

A Spazio FormaMentis, il lavoro clinico si concentra sulla comprensione e integrazione di questi vissuti. Non si tratta di colpevolizzare o proibire, ma di offrire uno spazio in cui:

  • riconoscere l’insicurezza economica e identitaria
  • lavorare su ansia, angoscia e vergogna
  • comprendere i meccanismi di rinforzo e dissociazione
  • costruire forme alternative di regolazione emotiva e valore

In questo modo, il gioco può perdere la sua funzione di rifugio, e la persona può ritrovare modi più stabili e condivisibili per abitare il tempo, il denaro e le relazioni. La prevenzione della ludopatia nella terza età non può limitarsi al controllo del comportamento. Richiede un lavoro sul significato che il gioco ha assunto nella vita della persona: comprendere quale bisogno cerca di soddisfare, quale paura tenta di sedare e quale senso di valore prova a ricostruire è un passaggio fondamentale per interrompere il circuito.

Come ti può aiutare Spazio FormaMentis

Spazio FormaMentis offre supporto psicologico ai giovani, aiutandoli ad affrontare cambiamenti emotivi e comportamentali durante le delicate fasi della crescita, per uno sviluppo sereno e consapevole

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Con l’età possono cambiare molte cose, spesso senza preavviso: il corpo, la memoria, il ritmo delle giornate, il modo di stare con gli altri. Non sempre è facile capire se ciò che disturba è normale, transitorio o se merita uno spazio di attenzione. Qui trovi una mappa dei principali ambiti di disagio nella terza e quarta età, per orientarti e scoprire quali forme di aiuto possono sostenerti.

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Un podcast che parla di mappe per orientarsi nello sconosciuto mondo delle nostre emozioni e relazioni. Ne parliamo insieme a Serena Barbieri, le psicoterapeute di SpazioFormamentis e Isabel Gangitano.