La valutazione delle funzioni cognitive

a cura di Maria Letizia Villa

Perché una valutazione delle funzioni cognitive

Comprendere come stai, prima di decidere come intervenire

Nella terza e quarta età, molte persone sperimentano un cambiamento non solo nel corpo ma anche nella mente, in particolare nella  memoria o nell’attenzione,  arrivando a chiedere aiuto con una domanda implicita: “Quello che mi sta succedendo è normale oppure no?”

Dimenticarsi un appuntamento, dove si sono lasciate le chiavi della macchina, faticare a trovare la parola corretta in una conversazione o il nome di una persona incontrata per strada, sono esperienze comuni dopo i 50 anni, ma se accadono di frequente ci si allarma. Cambiamenti dell’umore, dell’energia, del sonno possono generare confusione, paura e vergogna. Spesso si teme che ogni difficoltà sia il segnale di un declino irreversibile, di una malattia o di una perdita di valore personale.

La valutazione  neuropsicologica  nasce proprio per questo:
fare chiarezza, senza allarmismi e senza ridurre la persona a un’etichetta diagnostica.

Che cos’è la valutazione neuropsicologica delle funzioni cognitive?

La valutazione neuropsicologica è un percorso di 3 incontri al massimo, finalizzato a comprendere il funzionamento delle funzioni cognitive ( es. memoria, attenzione, linguaggio, funzioni esecutive)  della persona insieme ai vissuti emotivi sperimentati nel momento di vita attuale.

Si struttura con un colloquio iniziale anamnestico, di valutazione globale che considera, oltre alle difficoltà attuali percepite o riferite dai familiari:

– la storia personale
– il funzionamento emotivo
– le risorse presenti
– il contesto familiare e relazionale

In base a quanto rilevato si propongono e somministrano test neuropsicologici carta e matita, standardizzati, tarati per età e scolarità che valutano le differenti funzioni cognitive, su cui poi viene stilata una relazione clinica. Al termine è previsto un ulteriore colloquio di restituzione clinica, con eventuale proposta per un percorso riabilitativo e/o di ulteriore approfondimento medico.

Non è un esame da superare.
Non è un test per “misurare quanto si è messi male”.
Non è una diagnosi frettolosa.

E’ una presa in carico di una domanda relativa a difficoltà cognitive che può risultare comune nella terza e quarta età.

A Spazio FormaMentis, la valutazione neuropsicologica si fonda su un approccio cognitivo costruttivista ed evoluzionista, integrato con i modelli della terza onda e con una prospettiva trauma-informed.

Questo significa che:
– i cambiamenti cognitivi vengono letti nel loro contesto emotivo e relazionale
– la sofferenza non viene confusa automaticamente con una patologia
– si distingue tra rallentamenti fisiologici, effetti dello stress e dell’ansia, risposte depressive o dissociative, difficoltà legate a perdite, lutti e transizioni di ruolo

Molti vissuti che spaventano non sono segnali di demenza, ma espressioni di un sistema emotivo sotto pressione.

Cosa può emergere durante la valutazione

La valutazione può aiutare a:
– comprendere se le difficoltà cognitive sono primarie o secondarie a fattori emotivi
– distinguere tra declino e cambiamento fisiologico legato all’età
– dare senso a vissuti di paura, rabbia, vergogna o ritiro
– riconoscere strategie di compensazione già presenti
– chiarire se e quale tipo di intervento possa essere utile

In alcuni casi, la valutazione è già di per sé sufficiente a ridurre l’ansia e a riorientare la persona. In altri, può diventare la base per un percorso successivo.

Per molte persone della terza età, chiedere una valutazione è un passo difficile.
Spesso è accompagnato da timori come:
– “Non sono mica matto”
– “Non voglio essere etichettato”
– “Ho sempre fatto da solo, dovrei farcela anche adesso”

La valutazione non mette in discussione l’autonomia o la dignità della persona.
Al contrario, restituisce legittimità all’esperienza soggettiva, aiutando a comprendere cosa sta succedendo senza colpevolizzarsi.

E dopo la valutazione?

Al termine del percorso valutativo, viene condivisa una restituzione chiara e comprensibile, che può orientare verso:
– una consulenza mirata
– un percorso di psicoterapia individuale
– un lavoro di gruppo
– un intervento di training cognitivo
– un supporto per i caregiver
– oppure nessun intervento strutturato, se non necessario

La valutazione serve proprio a non fare trattamenti inutili, ma a scegliere ciò che ha senso per quella persona, in quel momento della vita.

Come ti può aiutare Spazio FormaMentis

Spazio FormaMentis offre supporto psicologico ai giovani, aiutandoli ad affrontare cambiamenti emotivi e comportamentali durante le delicate fasi della crescita, per uno sviluppo sereno e consapevole

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Cosa ti disturba

Con l’età possono cambiare molte cose, spesso senza preavviso: il corpo, la memoria, il ritmo delle giornate, il modo di stare con gli altri.
Non sempre è facile capire se ciò che disturba è normale, transitorio o se merita uno spazio di attenzione.
Qui trovi una mappa dei principali ambiti di disagio nella terza e quarta età, per orientarti e scoprire quali forme di aiuto possono sostenerti.

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