a cura di Maria Letizia Villa
Perché una consulenza
Uno spazio per orientarsi, senza iniziare subito una terapia
Non sempre nell’età anziana, chi chiede aiuto sente il bisogno o il desiderio di iniziare un percorso psicoterapeutico. A volte la domanda è più circoscritta, più pratica, più legata a un momento specifico di difficoltà o di passaggio.
La consulenza nasce proprio per questo: offrire uno spazio di confronto e di orientamento, senza l’impegno di un percorso terapeutico strutturato, quando si avverte un disagio, “qualcosa non torna” o ci sono stati cambiamenti imprevisti nella propria vita, che non si riescono ad affrontare.
Che cos’è la consulenza
La consulenza è un intervento a tempo limitato, composto da uno o più incontri, finalizzato a chiarire una situazione, una decisione, un momento di crisi.
Non è una psicoterapia.
Non richiede un impegno continuativo.
Non presuppone una diagnosi.
È uno spazio di ascolto professionale che aiuta a:
– mettere a fuoco il problema
– comprendere cosa sta succedendo
– esplorare possibili direzioni
– ridurre confusione e senso di smarrimento
Quando può essere utile
Nella terza e quarta età, la consulenza può essere utile in molte situazioni, ad esempio:
– cambiamenti legati al pensionamento
– difficoltà emotive legate ai cambiamenti del corpo e/o delle funzioni cognitive
– decisioni familiari complesse
– momenti di solitudine
– gestione di una nuova diagnosi medica
– difficoltà relazionali con figli o partner
– dubbi rispetto all’opportunità di iniziare una terapia
In questi casi, avere uno spazio protetto in cui pensare può prevenire decisioni impulsive o vissuti di blocco.
A Spazio FormaMentis, la consulenza per le persone anziane è pensata come uno spazio non invasivo, rispettoso dei tempi e dell’esperienza della persona stessa; oltre che dei limiti e delle risorse. Non ha l’obiettivo di “portare la persona in terapia”, ma semplicemente di fare chiarezza in una situazione complessa.
La consulenza offre un primo contatto con l’aiuto di tipo psicologico, che non mette in discussione l’identità o l’autonomia della persona.
Durante la consulenza, l’attenzione è rivolta a comprendere:
– il significato che la persona attribuisce a ciò che sta vivendo
– le emozioni coinvolte (paura, rabbia, tristezza, vergogna)
– le risorse già presenti
– le strategie, funzionali o meno, messe in atto
– Il contesto familiare e sociale che funge da cornice
Questo lavoro di comprensione è spesso già sufficiente a produrre un cambiamento nel modo di leggere la situazione e anche a trovare strategie e modalità per affrontarla
E dopo la consulenza?
Al termine del percorso di consulenza, può emergere che:
– non è necessario alcun intervento ulteriore
– è utile proseguire con qualche altro incontro di consulenza e/o valutazione
– può essere indicato un percorso di psicoterapia individuale
– possono essere utili gruppi di supporto o psicoeducativi
– è opportuno coinvolgere anche i familiari o i caregiver
La consulenza serve proprio a scegliere con maggiore consapevolezza.
A volte, chiarire è già curare.