La psico-oncologia
La diagnosi di una malattia oncologica rappresenta spesso un momento di crisi in cui ci si trova ad interrompere ciò che era la propria quotidianità, a riconsiderare i propri progetti per il futuro, a sperimentare emozioni come la paura, la rabbia, la tristezza che possono diventare travolgenti.
Ci si trova ad affrontare una nuova quotidianità fatta di visite e di trattamenti, con tutte le difficoltà e i cambiamenti che essi possono portare con sé. Si può temere per la propria salute, per il proprio lavoro, per il proprio aspetto fisico, per la propria autonomia, per la propria vita, si può essere preoccupati per i propri cari.
Davanti a tutto ciò possono sorgere situazioni di stress e di sofferenza anche molto intensi. Adattarsi non è sempre facile e non è sempre immediato, a volte il sostegno di amici e parenti non basta o a volte si è preoccupati di caricarli di ulteriori preoccupazioni.
Per questo, a volte, può essere utile ricevere un supporto specializzato per gestire lo stress, per capire come affrontare i cambiamenti nel proprio corpo o della propria immagine di sé in seguito alla malattia o ai trattamenti.
Inoltre, anche il termine di un percorso di trattamento, contrariamente a quanto si può pensare, può rappresentare un momento di smarrimento. Ad esempio, passare dalla sicurezza di visite ed esami ravvicinati nel tempo, a controlli più radi può aumentare la preoccupazione che la malattia riprenda o progredisca.
Il sostegno al familiare
Anche la malattia di un familiare può rappresentare un momento di notevole stress e di difficoltà. Ci sono momenti di sconforto, si può provare paura per la salute della persona ammalata, vivere emozioni contrastanti.
Spesso chi si impegna ad assistere un familiare ammalato può sentire la mancanza di un supporto sociale e relazionale.
I caregiver (ossia le figure genitoriali) che vivono situazioni di stress sono maggiormente a rischio di sviluppare problemi di salute rispetto a chi non riveste questo ruolo. Si è spesso timorosi a condividere la propria personale sofferenza, magari per non caricare gli altri di ulteriori preoccupazioni.
In questi frangenti l’importanza di richiedere un supporto psicologico nell’attraversare la malattia di un proprio caro è cruciale.
Gestire il dolore cronico: comprendere e gestire il disagio prolungato
Il dolore cronico, che dura oltre tre mesi, può derivare da varie cause come lesioni, malattie o disturbi neurologici. Spesso non si riesce a identificare una causa specifica e può essere accentuato da diverse concause anche di stampo psicologico.
Impatto: Il dolore cronico può limitare le attività quotidiane, influenzare le relazioni e causare ansia e depressione.
Gestione: Un approccio multidisciplinare è spesso necessario. Trattamenti che includono sia un’attenzione corporea ( fisioterapia, medici specializzati, terapia farmacologica ecc) che un’attenzione psicologica (psicoterapia, tecniche di rilassamento, aumento strategie di coping, Mindfulness ecc) sono privilegiati e maggiormente efficaci.
Con il supporto adeguato è possibile migliorare la gestione del dolore cronico. Le professioniste e i professionisti di Spazio FormaMentis sono disponibili per offrire consulenza e supporto.