a cura di Alessandro Torelli
Quando la difesa aumenta
Con il passare degli anni, il tema della difesa diventa più presente. Difesa dal rischio, dagli imprevisti, dalle persone poco affidabili, dalle situazioni che sembrano meno controllabili di un tempo. Non si tratta di diventare diffidenti o sospettosi. Si tratta di un cambiamento naturale nel modo di percepire la propria vulnerabilità. Quando il corpo cambia, le energie diminuiscono e il mondo appare più complesso, è normale sviluppare una maggiore attenzione alla propria sicurezza.
Nella terza e quarta età, può crescere il bisogno di protezione. Si diventa più cauti, più attenti, meno inclini a esporsi. Questo può riguardare:
- le relazioni
- gli spostamenti
- le scelte quotidiane
- le novità
La difesa, in questi casi, non è chiusura. È una strategia per preservare equilibrio e continuità. Il problema nasce solo quando la difesa diventa rigida e generalizzata.
Dal proteggersi al ritirarsi
Quando la percezione di rischio aumenta troppo, può accadere che la difesa si trasformi in ritiro. Si evitano situazioni, persone e esperienze non perché non interessino, ma perché sembrano “troppo”. Questo passaggio è spesso silenzioso. Non viene vissuto come una scelta, ma come una necessità. Col tempo, però, il ritiro può ridurre le occasioni di scambio, alimentare solitudine e confermare l’idea che il mondo sia pericoloso.
Prevenzione non significa vivere in allerta
Prendersi cura di sé non significa vivere costantemente in allarme. La prevenzione non è anticipare tutto ciò che potrebbe andare storto, ma riconoscere i propri limiti e rispettarli. Una prevenzione sana:
- tiene conto delle proprie risorse
- accetta che non tutto è controllabile
- distingue tra prudenza e paura
Quando invece la prevenzione diventa ipervigilanza, può aumentare l’ansia e ridurre la libertà. Con l’età, la fiducia non sparisce. Cambia forma. Si diventa più selettivi, più attenti, meno disponibili a compromessi che un tempo sembravano accettabili. Questo può essere un segno di maturità, non di chiusura. Il lavoro non è “tornare come prima”, ma trovare un equilibrio tra protezione e apertura che sia sostenibile oggi.
Trovare un equilibrio tra protezione e apertura
A Spazio FormaMentis, il lavoro con persone nella terza e quarta età non riguarda “abbassare le difese” o spingere a esporsi. Riguarda il modo in cui le difese si sono costruite e come stanno funzionando oggi. In questo spazio diventa possibile:
- distinguere tra difesa utile e difesa che limita
- ridurre l’ansia legata alla percezione di pericolo
- ritrovare fiducia senza ingenuità
- costruire confini più flessibili
- restare nel mondo senza sentirsi costantemente minacciati
Non si tratta di abbassare la guardia. Si tratta di non vivere sempre dietro una barriera.