a cura di Giulia Ferraris e Stefania Negro
Denaro e sicurezza nella terza e quarta età
Con l’avanzare dell’età, il rapporto con il denaro subisce spesso un mutamento profondo. Non si tratta necessariamente di una reale mancanza economica, quanto del modo in cui il denaro diventa improvvisamente legato ai temi della sicurezza, della dipendenza e della paura di perdere il controllo.
Molte persone iniziano a preoccuparsi più del solito: controllano ripetutamente i conti, temono spese impreviste o provano ansia all’idea di dover chiedere aiuto. Questa preoccupazione può restare silenziosa oppure tradursi in stati di tensione, rigidità e diffidenza verso gli altri.
Non è avarizia, ma protezione
È importante comprendere che questi comportamenti non sono dettati dall’avarizia, ma rappresentano il tentativo di proteggersi in una fase della vita in cui l’autonomia viene percepita come più fragile. In questo contesto, il denaro smette di essere solo uno strumento pratico e assume un forte valore simbolico, rappresentando:
• La possibilità di restare indipendenti;
• La paura di dover dipendere dai figli o da altri;
• Il timore di diventare un peso per i propri cari;
• La necessità di controllare qualcosa, quando altri aspetti della vita non sono più controllabili.
Per alcune persone questo porta ad un irrigidimento: si fa fatica a spendere anche quando sarebbe possibile, si accumula per “sicurezza”, si vive ogni uscita come una minaccia. Per altre, emergere la vergogna: non sentirsi più capaci di gestire tutto come prima, temere di sbagliare, di non coprire, di essere giudicati
L’impatto sulle relazioni
Quando la sicurezza economica è vissuta come fragile, anche le relazioni possono risentirne. Alcuni possono diventare più sospettosi o chiusi, mentre altri possono evitare del tutto l’argomento, delegando la gestione ad altri senza però sentirsi davvero tranquilli. Se il denaro diventa l’unico baluardo contro la paura, il rischio è che finisca per isolare la persona invece di proteggerla.
Ritrovare una sicurezza più ampia
Con il passare del tempo, la sicurezza non può poggiare esclusivamente sul controllo economico, ma ha bisogno di allargarsi ad altre dimensioni.
Questo significa imparare a:
• Distinguere tra prudenza e paura;
• Riconoscere quando il controllo è utile e quando invece irrigidisce;
• Accettare che alcune forme di dipendenza sono una condizione umana e non una sconfitta;
• Restare in relazione senza sentirsi meno degni o meno autonomi.
In questa fase della vita, la sicurezza non è solo “avere abbastanza”, ma sentirsi al sicuro dentro le relazioni e dentro sé stessi.
Quando le preoccupazioni legate al denaro generano ansia costante o conflitti familiari, può essere utile avere uno spazio per comprendere cosa stia accadendo a livello emotivo.
A SpazioFormaMentis il lavoro proposto non riguarda la gestione finanziaria, ma il rapporto emotivo con la sicurezza e la dipendenza.
In questo spazio diventa possibile:
• Dare parola a paure spesso inespresse;
• Ridurre il peso della vergogna legata alla perdita di autonomia;
• Rimettere in equilibrio controllo e fiducia;
• Ritrovare un modo più sereno di vivere le relazioni familiari.
L’obiettivo non è diventare “più leggeri” a tutti i costi, ma evitare che la paura prenda il comando di tutto il resto.